Recentemente ho acquistato su etsy un bundle di stoffe coordinate troppo carine.
Le ho tenute da parte per un po' perché ancora non avevo deciso cosa farci.
Ieri finalmente si è presentata l'occasione per usarle.
Avevo per le mani questo barattolo di latta di mais vuoto. Mi spiaceva buttarlo perché aveva un dimensione sfruttabile e così ho pensato di rivestirlo di stoffa e trasformarlo in portapenne.
Al bordino superiore ho applicato del fabric tape (nastro adesivo di stoffa).
La parte finale della stoffa, quella che va a rivestire il fondo, è stata incisa con le forbici creando dei lembi che sono stati sovrapposti uno sopra l'altro per non creare pieghe. Il tutto è stato realizzato con l'ausilio della semplice colla per bricolage bianca.
Mi piacerebbe creare una serie di barattoli, anche di dimensioni differenti, ricoperti con le altre stoffe dello stesso bundle.
ADD THE SLIDER CODE HERE
10 aprile 2012
9 aprile 2012
Caccia alle uova
Da bambina era mio papà che nascondeva le uova, sode e decorate, in giardino. E noi le cercavamo.
Le mie figlie invece cercano in giardino le uova lasciate da un misterioso coniglio (ma che c'entra il coniglio con le uova? Boh, mai capito) e sono uova di cioccolata sia chiaro!
Le uova sode invece le abbiamo decorate con loro un paio di giorni fa. Quest'anno si sono divertite con delle mascherine (stencils) apposite per uova pasquali.
Le mie figlie invece cercano in giardino le uova lasciate da un misterioso coniglio (ma che c'entra il coniglio con le uova? Boh, mai capito) e sono uova di cioccolata sia chiaro!
Le uova sode invece le abbiamo decorate con loro un paio di giorni fa. Quest'anno si sono divertite con delle mascherine (stencils) apposite per uova pasquali.
7 aprile 2012
L'albero di Pasqua
Come promesso ieri, ecco il nostro albero di Pasqua decorato.
In genere infiliamo il ramo di nocciolo in un bel portaombrelli che tengo all'entrata.
Quest'anno però, data la conformazione del ramo, abbiamo pensato di appenderlo al parapetto della scala. Questa nuova collocazione devo dire ci ha proprio entusiasmati. Le bambine ci corrono sotto, guardano in su e a loro sembra di essere in un bosco magico. E poi questo albero è anche a prova di Marta, che in questo modo non riesce a fare danni.
In genere infiliamo il ramo di nocciolo in un bel portaombrelli che tengo all'entrata.
Quest'anno però, data la conformazione del ramo, abbiamo pensato di appenderlo al parapetto della scala. Questa nuova collocazione devo dire ci ha proprio entusiasmati. Le bambine ci corrono sotto, guardano in su e a loro sembra di essere in un bosco magico. E poi questo albero è anche a prova di Marta, che in questo modo non riesce a fare danni.
6 aprile 2012
Alla ricerca dell'albero di Pasqua
È una tradizione.
Se a Natale si fa l'albero di Natale, a Pasqua si fa l'albero di Pasqua. Non fa una piega, no?
Sull'albero di Pasqua si appendono uova decorate, farfalline, fiorellini, pulcini e via dicendo.
L'albero di Pasqua non è un vero e proprio albero. Piuttosto un ramo di nocciolo, meglio se della varietà giapponese con quei bei rami tutti ondulati.
Noi però siamo più "tera tera" e ci addentriamo nel bosco alla ricerca di un ramo di nocciolo indigeno da depredare.
Questa la cronistoria fotografata.
Sì sì, ovviamente ho usato il cellulare (sacrilegio!) tramite la mia nuovissima applicazione Instagram per Android. Non ho saputo resistere.
Presto le foto del nostro albero di Pasqua decorato!
Se a Natale si fa l'albero di Natale, a Pasqua si fa l'albero di Pasqua. Non fa una piega, no?
Sull'albero di Pasqua si appendono uova decorate, farfalline, fiorellini, pulcini e via dicendo.
L'albero di Pasqua non è un vero e proprio albero. Piuttosto un ramo di nocciolo, meglio se della varietà giapponese con quei bei rami tutti ondulati.
Noi però siamo più "tera tera" e ci addentriamo nel bosco alla ricerca di un ramo di nocciolo indigeno da depredare.
Questa la cronistoria fotografata.
Sì sì, ovviamente ho usato il cellulare (sacrilegio!) tramite la mia nuovissima applicazione Instagram per Android. Non ho saputo resistere.
Presto le foto del nostro albero di Pasqua decorato!
4 aprile 2012
Instagram per Android c'è!
Dopo mesi e mesi di attesa è finalmente realtà. Ora anche noi possessori di smartphone Android possiamo usufruire di questa splendida applicazione fotografica e molto social, che abbiamo lungamente invidiato ai possessori di iphone.
In effetti Instagram fa da sempre parte della classifica delle applicazioni più amate e più di tendenza nel mondo apple. Fotografie quadrate cui si possono applicare filtri particolari e il cui risultato viene poi condiviso con tutti gli utenti Instagram e volendo sulle proprie bachece Facebook e Twitter. Gli hashtag inseriti di volta in volta consentono di raggruppare le foto per tematiche e entrare in contatto con altri utenti e così via.
In effetti è proprio il lato social di Instagram a fare la differenza, perché di applicazioni fotografiche con filtri applicabili ce ne sono diverse, ma la community di Instagram non ha eguali nel mondo.
Le fotografie prodotte a me ricordano un po' l'effetto Holga, quelle foto un po' particolari che si ottenevano con la macchinetta Holga altrimenti detta Toy Camera. Proprio il fatto di essere una macchinetta da quattro soldi, faceva sì che i suoi difetti strutturali permettessero di ottenere immagini particolari, vignettature marcate e colorazioni artistiche.
I filtri applicabili in Instagram sono davvero molto carini e danno risultati eccelsi anche su foto fatte al volo. Questo è il bello di Instagram. Chiunque con il proprio smartphone può produrre fotografie artistiche e spettacolari senza passare attraverso il fotoritocco. Basta trovare il filtro adatto et voilà, il gioco è fatto.
Alcuni filtri mi ricordano i lilyblue presets per Adobe Camera Raw o Lightroom e vagamente anche quelli di Dale Taylor.
Il tutto è davvero molto semplice. Scatti una foto, applichi il filtro e pubblichi. Il lato social comprende il sistema del following come in Twitter e sono possibili commenti a foto di altri e apprezzamenti in stile "like". Ovviamente l'integrazione con i social network come Facebook e Twitter è nativa.
Bene da oggi anche gli utenti Android potranno sbizzarrirsi. Io mi sto già divertendo un mondo! Scaricatela da qui!
In effetti Instagram fa da sempre parte della classifica delle applicazioni più amate e più di tendenza nel mondo apple. Fotografie quadrate cui si possono applicare filtri particolari e il cui risultato viene poi condiviso con tutti gli utenti Instagram e volendo sulle proprie bachece Facebook e Twitter. Gli hashtag inseriti di volta in volta consentono di raggruppare le foto per tematiche e entrare in contatto con altri utenti e così via.
In effetti è proprio il lato social di Instagram a fare la differenza, perché di applicazioni fotografiche con filtri applicabili ce ne sono diverse, ma la community di Instagram non ha eguali nel mondo.
Le fotografie prodotte a me ricordano un po' l'effetto Holga, quelle foto un po' particolari che si ottenevano con la macchinetta Holga altrimenti detta Toy Camera. Proprio il fatto di essere una macchinetta da quattro soldi, faceva sì che i suoi difetti strutturali permettessero di ottenere immagini particolari, vignettature marcate e colorazioni artistiche.
I filtri applicabili in Instagram sono davvero molto carini e danno risultati eccelsi anche su foto fatte al volo. Questo è il bello di Instagram. Chiunque con il proprio smartphone può produrre fotografie artistiche e spettacolari senza passare attraverso il fotoritocco. Basta trovare il filtro adatto et voilà, il gioco è fatto.
Alcuni filtri mi ricordano i lilyblue presets per Adobe Camera Raw o Lightroom e vagamente anche quelli di Dale Taylor.
Il tutto è davvero molto semplice. Scatti una foto, applichi il filtro e pubblichi. Il lato social comprende il sistema del following come in Twitter e sono possibili commenti a foto di altri e apprezzamenti in stile "like". Ovviamente l'integrazione con i social network come Facebook e Twitter è nativa.
Bene da oggi anche gli utenti Android potranno sbizzarrirsi. Io mi sto già divertendo un mondo! Scaricatela da qui!
30 marzo 2012
È arrivato l'ordine Neve Cosmetics: truccominerale
29 marzo 2012
Dai trucchi di Cioè al trucco minerale
La metamorfosi è iniziata.
Non mi sono mai truccata granché in vita mia. Un po' perché nessuno mi ha mai insegnato bene, un po' perché sono pigra e la mattina sono sempre di fretta e un po' perché non sono mai stata capace di acquistare qualche prodotto valido ed iniziare ad usarlo regolarmente.
Recentemente ho deciso di buttare tutti i vecchi trucchi andati ormai in disuso da tempo e fra questi persino prodotti trovati in omaggio in riviste femminili. Lo so, sono pessima.
Nel forum che frequento c'è questa sezione dedicata al lato glamour dell'essere donna. Si parla di trucchi, borse, moda. Insomma, la sezione che io frequento meno in assoluto.
Ma c'è questo sistema di navigazione del forum che ti permette di visualizzare tutte le nuove discussioni indipendentemente dalla sezione in cui sono inserite e mi sono spesso ritrovata fra i piedi titoli espliciti relativi ai trucchi. E insomma, c'erano questi due termini che continuavano a ripetersi regolarmente nei titoli (solo nei titoli perché ovviamente io nemmeno le aprivo queste discussioni).
Uno era "Clio" e l'altro "trucco minerale". E insomma, negli scorsi giorni ho deciso di approfondire e mi si è aperto un mondo.
Clio è una ragazza italiana appassionata di trucco che si è fatta da sé. Si è trasferita a New York ha seguito corsi professionali di make-up e da anni, da quando non era ancora nessuno, posta regolarmente su youtube dei video tutorial di trucco. Grazie al passaparola ne è nato un personaggio abbastanza noto, ora viene intervistata, invitata in tv e riceve ingaggi interessanti nel mondo della moda.
Se vi va di conoscerla, potete seguire Clio sul suo canale youtube oppure su Real Time dove le hanno dato la possibilità di gestire una sua rubrica di make-up. Lei è davvero una ragazza molto carina e solare e grazie ai suoi tutorial molto semplici è diventata presto famosa nel web tanto che la Rizzoli ha pubblicato un suo manuale di make-up.
E insomma, guardandomi i video di Clio qualcosa ho iniziato a capire. Poi è bastato seguire le discussioni delle ragazze sul forum per intuire cosa vada di moda recentemente nel mondo del make-up ed ho fatto questa scoperta del trucco minerale.
Che sono appunto dei trucchi in pigmenti senza altri componenti-schifezzuole a corredo. Quindi la gente sta iniziando a truccarsi con cose molto più sane e anche divertenti alla fine. Perché con i pigmenti colorati tu puoi fare di tutto. Lo puoi usare come ombretto, ma lo puoi anche miscelare ad una base apposita per creare il tuo gloss preferito proprio della colorazione che vuoi e via dicendo.
Dalla regia mi dicono che al momento vanno per la maggiore il truccominerale della Neve Cosmetics e i BareMinerals di Sephora. Poi stamattina per caso ho fatto un giro da The Body Shop ed ho visto che anche loro ne offrono una piccola gamma. Le ragazze del forum amano molto i trucchi minerali perché sono molto ben tollerati dalle pelli problematiche e delicate, non sono testati sugli animali e non contengono schifezze tipo siliconi e petrolati.
E insomma, sto aspettando con ansia il mio primo ordine fatto su Neve Cosmetics. Conto di piazzarmi in bagno con l'ipad sintonizzato sul canale youtube di Clio e provare a realizzare qualcuno dei suoi trucchi più semplici.
Non mi sono mai truccata granché in vita mia. Un po' perché nessuno mi ha mai insegnato bene, un po' perché sono pigra e la mattina sono sempre di fretta e un po' perché non sono mai stata capace di acquistare qualche prodotto valido ed iniziare ad usarlo regolarmente.
Recentemente ho deciso di buttare tutti i vecchi trucchi andati ormai in disuso da tempo e fra questi persino prodotti trovati in omaggio in riviste femminili. Lo so, sono pessima.
Nel forum che frequento c'è questa sezione dedicata al lato glamour dell'essere donna. Si parla di trucchi, borse, moda. Insomma, la sezione che io frequento meno in assoluto.
Ma c'è questo sistema di navigazione del forum che ti permette di visualizzare tutte le nuove discussioni indipendentemente dalla sezione in cui sono inserite e mi sono spesso ritrovata fra i piedi titoli espliciti relativi ai trucchi. E insomma, c'erano questi due termini che continuavano a ripetersi regolarmente nei titoli (solo nei titoli perché ovviamente io nemmeno le aprivo queste discussioni).
Uno era "Clio" e l'altro "trucco minerale". E insomma, negli scorsi giorni ho deciso di approfondire e mi si è aperto un mondo.
Clio è una ragazza italiana appassionata di trucco che si è fatta da sé. Si è trasferita a New York ha seguito corsi professionali di make-up e da anni, da quando non era ancora nessuno, posta regolarmente su youtube dei video tutorial di trucco. Grazie al passaparola ne è nato un personaggio abbastanza noto, ora viene intervistata, invitata in tv e riceve ingaggi interessanti nel mondo della moda.
Se vi va di conoscerla, potete seguire Clio sul suo canale youtube oppure su Real Time dove le hanno dato la possibilità di gestire una sua rubrica di make-up. Lei è davvero una ragazza molto carina e solare e grazie ai suoi tutorial molto semplici è diventata presto famosa nel web tanto che la Rizzoli ha pubblicato un suo manuale di make-up.
E insomma, guardandomi i video di Clio qualcosa ho iniziato a capire. Poi è bastato seguire le discussioni delle ragazze sul forum per intuire cosa vada di moda recentemente nel mondo del make-up ed ho fatto questa scoperta del trucco minerale.
Che sono appunto dei trucchi in pigmenti senza altri componenti-schifezzuole a corredo. Quindi la gente sta iniziando a truccarsi con cose molto più sane e anche divertenti alla fine. Perché con i pigmenti colorati tu puoi fare di tutto. Lo puoi usare come ombretto, ma lo puoi anche miscelare ad una base apposita per creare il tuo gloss preferito proprio della colorazione che vuoi e via dicendo.
Dalla regia mi dicono che al momento vanno per la maggiore il truccominerale della Neve Cosmetics e i BareMinerals di Sephora. Poi stamattina per caso ho fatto un giro da The Body Shop ed ho visto che anche loro ne offrono una piccola gamma. Le ragazze del forum amano molto i trucchi minerali perché sono molto ben tollerati dalle pelli problematiche e delicate, non sono testati sugli animali e non contengono schifezze tipo siliconi e petrolati.
E insomma, sto aspettando con ansia il mio primo ordine fatto su Neve Cosmetics. Conto di piazzarmi in bagno con l'ipad sintonizzato sul canale youtube di Clio e provare a realizzare qualcuno dei suoi trucchi più semplici.
21 marzo 2012
iPad, una storia di odio e amore
Lo sapevo che avrei faticato a digerire la rigidità del sistema apple, e ammetto che dopo i primi entusiasmi seguiti l'acquisto del nuovo iPad, ho anche preso a male parole quelli di Cupertino perché il loro ultimo gioiello non mi lascia fare quello che voglio.
Però poi si sa: chi la dura la vince.
Ho dovuto litigare con l'iPad per importare video e fotografie presenti sul pc e anche per sincronizzare la musica evitando itunes. Ma andiamo con ordine.
Un metodo semplice e veloce per importare files di vario genere (video, musica, immagini, pdf e così via) salvandoli in locale e quindi tralasciando i sempre ottimi servizi di clouding come dropbox, è quello di usare applicazioni che permettono la gestione da e per il pc via connessione wifi. Ho trovato comodo iFiles. Interfaccia pulita e gradevole, sistema funzionante al 100%.
In questo modo però i files vengono salvati nell'app stessa. I files restano suddivisi in cartelle dentro l'app, elencati uno sotto l'altro, senza anteprime grafiche particolarmente carine.
Per importare le fotografie direttamente nel rullino fotografico e visualizzarne le miniature assieme a tutte le altre foto è molto comodo File Manager, che tramite uno sharing via wifi consente appunto di sincronizzare la cartella del rullino fotografico.
Il problema è che le immagini che vogliamo caricare sull'iPad vanno ad intasare il rullino fotografico. Volendo salvarle in un album a parte senza vederle per forza anche nel rullino fotografico, viene comoda la Camera Kit Connection, che serve anche per importare video.
In teoria questo adattatore serve per collegare all'iPad la camera fotografica oppure la sd presente in essa ed importare appunto le foto scattate (che finiranno non nel rullino ma nell'album "importate")
Beh allora perché non dovrebbe importare anche le foto che ho nel pc se le metto su sd o su pendrive USB collegate poi al Camera kit connection?
Infatti lo fa, ma per farglielo fare uno deve impazzire perché da nessuna parte ti scrivono che le foto non devono essere messe nella root principale ma dentro alla cartella denominata DCIM. Ma non basta. I nomi dei files devono necessariamente essere composti da 8 caratteri. Né più né meno.
Insomma, una foto chiamata foto.jpg non verrà nemmeno presa in considerazione, è come se non esistesse. Ma se la mettete dentro alla catella DCIM e la chiamate foto1234.jpg allora tutto va a buon fine. Schizzinoso questo iPad!
Per quanto riguarda i video non sono ancora riuscita a vedere uno dei miei filmati in HD. Ho questa videocamera contenente video famigliari, salvati in mts. L'iPad nativamente non li legge. Per ora sono riuscita a convertirli in mp4 ma riducendo la risoluzione da 1080p a 720p. Peccato perché l'iPad in teoria ora supporta quel formato. Le app che promettono di leggere qualsiasi formato video (come Aceplayer o AnyPlayerHD) con il formato originale o crashano o freezano. Magari bisogna solo attendere che vengano aggiornate.
Per la musica alla fine ho risolto usando CopyTransManager, che si offre come valida alternativa ad iTunes. Anche se tutto sommato mi sto rendendo conto di preferire un'importazione per cartelle in iFiles (gestendo le cartelle come Playlist).
Insomma, io e l'iPad stiamo imparando a conoscerci. Talvolta litighiamo ma poi facciamo la pace.
Intanto ho fatto la prova del 9. Io e la apple non riusciamo proprio ad amarci incondizionatamente. Ma spero basti attendere ancora poco per un jailbreak che potrà rendermi soddisfatta al 100% del mio iPad.
Però poi si sa: chi la dura la vince.
Ho dovuto litigare con l'iPad per importare video e fotografie presenti sul pc e anche per sincronizzare la musica evitando itunes. Ma andiamo con ordine.
Un metodo semplice e veloce per importare files di vario genere (video, musica, immagini, pdf e così via) salvandoli in locale e quindi tralasciando i sempre ottimi servizi di clouding come dropbox, è quello di usare applicazioni che permettono la gestione da e per il pc via connessione wifi. Ho trovato comodo iFiles. Interfaccia pulita e gradevole, sistema funzionante al 100%.
In questo modo però i files vengono salvati nell'app stessa. I files restano suddivisi in cartelle dentro l'app, elencati uno sotto l'altro, senza anteprime grafiche particolarmente carine.
Per importare le fotografie direttamente nel rullino fotografico e visualizzarne le miniature assieme a tutte le altre foto è molto comodo File Manager, che tramite uno sharing via wifi consente appunto di sincronizzare la cartella del rullino fotografico.
Il problema è che le immagini che vogliamo caricare sull'iPad vanno ad intasare il rullino fotografico. Volendo salvarle in un album a parte senza vederle per forza anche nel rullino fotografico, viene comoda la Camera Kit Connection, che serve anche per importare video.
In teoria questo adattatore serve per collegare all'iPad la camera fotografica oppure la sd presente in essa ed importare appunto le foto scattate (che finiranno non nel rullino ma nell'album "importate")
Beh allora perché non dovrebbe importare anche le foto che ho nel pc se le metto su sd o su pendrive USB collegate poi al Camera kit connection?
Infatti lo fa, ma per farglielo fare uno deve impazzire perché da nessuna parte ti scrivono che le foto non devono essere messe nella root principale ma dentro alla cartella denominata DCIM. Ma non basta. I nomi dei files devono necessariamente essere composti da 8 caratteri. Né più né meno.
Insomma, una foto chiamata foto.jpg non verrà nemmeno presa in considerazione, è come se non esistesse. Ma se la mettete dentro alla catella DCIM e la chiamate foto1234.jpg allora tutto va a buon fine. Schizzinoso questo iPad!
Per quanto riguarda i video non sono ancora riuscita a vedere uno dei miei filmati in HD. Ho questa videocamera contenente video famigliari, salvati in mts. L'iPad nativamente non li legge. Per ora sono riuscita a convertirli in mp4 ma riducendo la risoluzione da 1080p a 720p. Peccato perché l'iPad in teoria ora supporta quel formato. Le app che promettono di leggere qualsiasi formato video (come Aceplayer o AnyPlayerHD) con il formato originale o crashano o freezano. Magari bisogna solo attendere che vengano aggiornate.
Per la musica alla fine ho risolto usando CopyTransManager, che si offre come valida alternativa ad iTunes. Anche se tutto sommato mi sto rendendo conto di preferire un'importazione per cartelle in iFiles (gestendo le cartelle come Playlist).
Insomma, io e l'iPad stiamo imparando a conoscerci. Talvolta litighiamo ma poi facciamo la pace.
Intanto ho fatto la prova del 9. Io e la apple non riusciamo proprio ad amarci incondizionatamente. Ma spero basti attendere ancora poco per un jailbreak che potrà rendermi soddisfatta al 100% del mio iPad.
19 marzo 2012
E iPad fu
Alla fine, dopo lungo rimuginare, ho acquistato il mio primo tablet e la scelta è ricaduta sul nuovo iPad.
Qui in Svizzera abbiamo avuto la fortuna della commercializzazione in contemporanea con gli USA, a partire dal 16 marzo e ho avuto tra le mani il mio iPad già alle 9 di mattina di quel giorno. Ho scelto un 32 giga wifi + 4G nero anche se ancora non ho sottoscritto un abbonamento per la navigazione da micro sim.
Ho passato la giornata di venerdì a studiarmelo e a digerire da subito le magagne solite di apple (rigidità e inaccessibilità del sistema in primis) ma anche a godermi lo splendido retina display HD (1080p) e la fluidità dello schermo e della risposta ai comandi.
Di confronti con versioni precedenti non ne posso fare perché questo è il mio primo tablet in assoluto, ma sicuramente è un gran bell'aggeggino.
Mi sono già divertita tantissimo con FaceTime e sono rimasta assolutamente stupita dalla qualità della comunicazione, soprattutto audio.
Ho scoperto anche iMessage, cioè messaggi che viaggiano sul traffico dati ma vengono ricevuti come sms dai possessori di iphone o ipad (con iOS5), anche se continuerò a preferire whatsapp in quanto sta sul mio HTC e da cui posso comunicare con tutti, sia telefoni Android che apple. Comunque è una bella possibilità per comunicare da iPad.
La sincronizzazione su iPad con la mia posta Gmail e con il mio Google Calendar è andata sospettosamente troppo liscia. Ed in effetti il trucco c'era.
Il calendario che viene sincronizzato è solo quello base, ma se avete creato calendari aggiuntivi (compleanni, vacanze, ...) questi non vengono sincronizzati. Nemmeno la sincronizzazione usando Exchange ha funzionato.
È bastata comunque una breve ricerca su google per trovare la soluzione, che è davvero semplicissima e banale ma forse non viene pubblicizzata a sufficienza.
Basta loggarsi su Google attraverso il proprio apple device (iPhone o iPad) ed accedere a questa pagina:
https://www.google.com/calendar/iphoneselect
Qui basta spuntare i calendari che volete sincronizzare e salvare
A questo punto il calendario dell'iPad si aggiorna e vedrete ora tutti i vostri calendari insieme.
Non volendo passare da iTunes, che ho preferito non installare sul mio pc per motivi già spiegati altrove, ho trovato molto utile l'applicazione File Manager, che permette di gestire in wifi la condivisione delle immagini e di altri files da e per il pc.
Ancora devo trovare un'applicazione che riesca a riprodurre i video girati con la mia videocamera. Per ora ho tentato Ace Player e AnyPlayer HD ma entrambi o freezano o crashano. L'alternativa peggiore prevede che io converta prima sul pc i video in un formato che l'iPad schifi meno, peccato dover probabilmente rinunciare alla risoluzione HD.
E come non accennare al famoso Instagram? Finalmente anche io posso partecipare a questa social community tutta fotografica. Peccato non poterlo sempre fare in scioltezza, in quanto l'iPad non te lo porti sempre dietro come un iPhone. Ma non dispero, pare sia quasi pronta l'app Instagram per Android!
Le bambine ovviamente si sono già innamorate dell'iPad e me lo chiedono continuamente. Tavolozza, Pictorial, Where's my water e il Corpo Umano sono per ora le loro preferite. Ma abbiamo ancora un mucchio di tempo per sfogliare l'immenso Appstore.
Insomma, siamo soddisfatti dell'acquisto.
Qui in Svizzera abbiamo avuto la fortuna della commercializzazione in contemporanea con gli USA, a partire dal 16 marzo e ho avuto tra le mani il mio iPad già alle 9 di mattina di quel giorno. Ho scelto un 32 giga wifi + 4G nero anche se ancora non ho sottoscritto un abbonamento per la navigazione da micro sim.
Ho passato la giornata di venerdì a studiarmelo e a digerire da subito le magagne solite di apple (rigidità e inaccessibilità del sistema in primis) ma anche a godermi lo splendido retina display HD (1080p) e la fluidità dello schermo e della risposta ai comandi.
Di confronti con versioni precedenti non ne posso fare perché questo è il mio primo tablet in assoluto, ma sicuramente è un gran bell'aggeggino.
Mi sono già divertita tantissimo con FaceTime e sono rimasta assolutamente stupita dalla qualità della comunicazione, soprattutto audio.
Ho scoperto anche iMessage, cioè messaggi che viaggiano sul traffico dati ma vengono ricevuti come sms dai possessori di iphone o ipad (con iOS5), anche se continuerò a preferire whatsapp in quanto sta sul mio HTC e da cui posso comunicare con tutti, sia telefoni Android che apple. Comunque è una bella possibilità per comunicare da iPad.
La sincronizzazione su iPad con la mia posta Gmail e con il mio Google Calendar è andata sospettosamente troppo liscia. Ed in effetti il trucco c'era.
Il calendario che viene sincronizzato è solo quello base, ma se avete creato calendari aggiuntivi (compleanni, vacanze, ...) questi non vengono sincronizzati. Nemmeno la sincronizzazione usando Exchange ha funzionato.
È bastata comunque una breve ricerca su google per trovare la soluzione, che è davvero semplicissima e banale ma forse non viene pubblicizzata a sufficienza.
Basta loggarsi su Google attraverso il proprio apple device (iPhone o iPad) ed accedere a questa pagina:
https://www.google.com/calendar/iphoneselect
Qui basta spuntare i calendari che volete sincronizzare e salvare
A questo punto il calendario dell'iPad si aggiorna e vedrete ora tutti i vostri calendari insieme.
Non volendo passare da iTunes, che ho preferito non installare sul mio pc per motivi già spiegati altrove, ho trovato molto utile l'applicazione File Manager, che permette di gestire in wifi la condivisione delle immagini e di altri files da e per il pc.
Ancora devo trovare un'applicazione che riesca a riprodurre i video girati con la mia videocamera. Per ora ho tentato Ace Player e AnyPlayer HD ma entrambi o freezano o crashano. L'alternativa peggiore prevede che io converta prima sul pc i video in un formato che l'iPad schifi meno, peccato dover probabilmente rinunciare alla risoluzione HD.
E come non accennare al famoso Instagram? Finalmente anche io posso partecipare a questa social community tutta fotografica. Peccato non poterlo sempre fare in scioltezza, in quanto l'iPad non te lo porti sempre dietro come un iPhone. Ma non dispero, pare sia quasi pronta l'app Instagram per Android!
Le bambine ovviamente si sono già innamorate dell'iPad e me lo chiedono continuamente. Tavolozza, Pictorial, Where's my water e il Corpo Umano sono per ora le loro preferite. Ma abbiamo ancora un mucchio di tempo per sfogliare l'immenso Appstore.
Insomma, siamo soddisfatti dell'acquisto.
28 febbraio 2012
Tutta la verità, nient'altro che la verità.
Questo post lo devo alle numerose mamme che leggendo l'entusiasmo della nostra prima avventura sugli sci si sono lasciate coinvolgere e stanno pensando di seguire le nostre orme.
È vero sono stati giorni bellissimi, ma diciamo tutta la verità, altrimenti non mi sento la coscienza pulita.
È stato massacrante. Ed è giusto dirlo.
Tre giorni su quattro abbiamo lasciato la piccola con i nonni (facevamo avanti e indietro dalle piste da sci ogni giorno, 100 km a tratta).
La giornata sciistica incominciava quindi la sera prima, con tutti i preparativi da fare. Borsa per la piccola (cambio abiti, pappa pronta solo da scaldare, bavaglia, giochini vari) e istruzioni chiare con materiale a portata di mano per prepararle il biberon. Nonché controllo scrupoloso del baby phone che si sa, i nonni non sono tecnologici e se non lo trovano già acceso sono guai.
E poi è toccato all'attrezzatura sciistica.
Sci, bastoni, bob, caschi, occhiali da sole, crema da sole, pantaloni e giacca da sci, ghette, maglioncino di pile, maglia dolcevita di cotone, guanti, sciarpa, cuffia, vestiti di ricambio. Tutto per due (figlie). Più il materiale mio (tuta, scarponi, sci, bastoni, cuffia, occhiali da sole, guanti, ...).
E considerato che si dovevano pagare un botto le necessarie lezioni private con i maestri di sci, si è deciso di risparmiare sul pranzo che sarebbe stato al sacco. Indovinate chi ci ha dovuto pensare? Esatto, sempre la sottoscritta.
Il mattino mi trasformavo in un tornado, aiutavo le bimbe a prepararsi e vestivo la piccola, caricavo l'auto, cercavo di tenere tranquilla la piccola che piangeva perché non potevo darle retta, preparavo persino il thermos di caffé caldo. Due mattine su quattro il papà è stato dei nostri, ma il suo contributo ai preparativi è stato semplicemente quello di tenere in braccio Marta mentre io mi aggiravo per casa come una pazza per preparare tutto. Una volta consegnata la piccina ai nonni eravamo pronti, finalmente, per partire. E io ero già esaurita.
Ma il viaggio durava un'ora e c'erano bambine da tener tranquille, raffiche di domande cui rispondere e via dicendo. Non proprio un viaggio rilassante diciamo. Il giorno in cui Marta è venuta con noi poi è stato il delirio perché ha un'autonomia di mezz'ora nei viaggi in auto. Dopodiché inizia ad urlare e smette solo una volta arrivati a destinazione. Una goduria per le orecchie, già provate dagli sbalzi di pressione.
Il primo giorno, ovviamente, non sono stata in grado di fare tutto per bene.
Una volta parcheggiato sotto alle piste mi rendo conto di avere scordato a casa gli scarponi da sci delle bambine. Il papà ha tentato di fulminarmi con uno sguardo, ma si è accorto che lo stavo già incenerendo io e quindi ha pensato bene di stare zitto e di sborsare senza fiatare altri 30 franchi per noleggiare gli scarponi in loco.
In questi frangenti, poi, siano sempre lodate le mitiche borse blu IKEA. Dentro sono riuscita ad infilarci caschi, occhiali, guanti, sciarpe, cuffie, scarponi delle bambine (dal secondo giorno in avanti), sci delle bambine e bastoni. Nello zaino il pranzo al sacco, il thermos di caffé, bevande per tutti, soldi e documenti. A parte borsa con i miei scarponi e i miei sci con bastoni.
Ve la immaginate la scena? Dover portare il tutto e nel contempo trascinare le bambine lungo il parcheggio completamente ghiacciato cercando di non farle cadere, raggiungere il tappeto mobile, trascinarci sopra tutto quanto, bimbe comprese, mantenendo sempre un fantastico sorriso stampato in faccia, per la serie "che giornata meravigliosa! Siamo sulle piste da sci! Che bello!", arrivare in cima e sentire partire la lagna: mi scappa la pipìiiiiii!
Ecco. Uno può cominciare la giornata sciistica alle 10.30 del mattino ed essere già esaurito? Sì. Se sei una mamma assolutamente sì.
Portare due bambine a fare pipì sulle piste da sci è una delle cose più divertenti che esistano. Prima di tutto devi levare strati e strati di cose il più in fretta possibile perché se non ti spicci la bimba in questione se la fa addosso, e il cambio abiti, lo ricordo, l'ho lasciato in auto, almeno quello. Ti ritrovi a far fare pipì alla prole tenendo con i denti cuffie, guanti, sciarpe e in mezzo alle ginocchia giacche e occhiali da sole. Ovviamente poi rivestirsi è un gioco altrettanto divertente, tralascio i dettagli.
Quando finalmente si riesce a tornare all'esterno e ad iniziare a prepararsi per sciare attaccano le lagne. Una ha una crisi isterica perché la canottiera è uscita dalle mutande e voi potete immaginare quanto sia semplice risistemarla considerato che essa si ritrova sotto a sciarpa, giacca, maglioncino di pile, maglia di cotone, pantaloni da sci con bretelle e ghette, un gioco da ragazzi. L'altra ha le ghette che hanno fatto una grinzina dentro allo scarpone e si lamenta. Poi con una destrezza ginnica che non pensavi più di avere riesci ad incastrare gli scarponi negli sci e loro sono miracolosamente pronte.
Ah no! I caschi!
E qui mi tira i capelli, e qua mi strozza sotto il mento. e mi si è staccata la molletta, e mi si è sciolta la coda di cavallo. Tira, allarga, sposta. E gli occhiali sono appannati.
Alla fine anche le mamme sbottano eh!
Quindi vi prego, se sulle piste vedrete una mamma che ha una crisi di nervi e sta per lanciare le due figlie giù per la pista nera, abbiate un po' di compresione e non giudicatela troppo duramente.
Manca ancora un po' di tempo alla lezione di sci, perché non tentare di insegnare i primi rudimenti alle bambine? In fondo sono stata una brava sciatrice.
Pessima idea.
Lo sapete vero che se un bambino cade con voi frigna come un pazzo mentre se questa cosa succede col maestro non fanno una piega? Che rabbia.
Insomma, insegnare a tenere gli sci "come una fetta di pizza" sembra facile ma non lo è. Ti massacri tenendole a turno in mezzo alle gambe ma loro si lasciando andare come sacchi di patate e li devi tener su di peso spaccandoti la schiena. Provi a tenerli a lato ma partono come delle saette spianandosi poi pochi metri più a valle. Insomma, meno male che manca poco alla lezione.
Poi succede che magicamente trovi i due maestri prenotati, affidi loro la prole con tutta la calma e dolcezza di questo mondo, che si sa, non devono avvertire la tua ansia e finalmente tiri un sospiro di sollievo e speri che l'ora successiva duri tanto tanto tanto.
Ecco, voi pensate di fare questo per quattro giorni consecutivi.
Sì, esatto, da pazzi.
Ma vedere l'entusiasmo e la gioia delle bambine che stavano finalmente imparando a sciare non ha prezzo. E vale sicuramente tutta la fatica fatta.
Oh, comunque io vi ho avvisate eh. Adesso sono cavoli vostri.
È vero sono stati giorni bellissimi, ma diciamo tutta la verità, altrimenti non mi sento la coscienza pulita.
È stato massacrante. Ed è giusto dirlo.
Tre giorni su quattro abbiamo lasciato la piccola con i nonni (facevamo avanti e indietro dalle piste da sci ogni giorno, 100 km a tratta).
La giornata sciistica incominciava quindi la sera prima, con tutti i preparativi da fare. Borsa per la piccola (cambio abiti, pappa pronta solo da scaldare, bavaglia, giochini vari) e istruzioni chiare con materiale a portata di mano per prepararle il biberon. Nonché controllo scrupoloso del baby phone che si sa, i nonni non sono tecnologici e se non lo trovano già acceso sono guai.
E poi è toccato all'attrezzatura sciistica.
Sci, bastoni, bob, caschi, occhiali da sole, crema da sole, pantaloni e giacca da sci, ghette, maglioncino di pile, maglia dolcevita di cotone, guanti, sciarpa, cuffia, vestiti di ricambio. Tutto per due (figlie). Più il materiale mio (tuta, scarponi, sci, bastoni, cuffia, occhiali da sole, guanti, ...).
E considerato che si dovevano pagare un botto le necessarie lezioni private con i maestri di sci, si è deciso di risparmiare sul pranzo che sarebbe stato al sacco. Indovinate chi ci ha dovuto pensare? Esatto, sempre la sottoscritta.
Il mattino mi trasformavo in un tornado, aiutavo le bimbe a prepararsi e vestivo la piccola, caricavo l'auto, cercavo di tenere tranquilla la piccola che piangeva perché non potevo darle retta, preparavo persino il thermos di caffé caldo. Due mattine su quattro il papà è stato dei nostri, ma il suo contributo ai preparativi è stato semplicemente quello di tenere in braccio Marta mentre io mi aggiravo per casa come una pazza per preparare tutto. Una volta consegnata la piccina ai nonni eravamo pronti, finalmente, per partire. E io ero già esaurita.
Ma il viaggio durava un'ora e c'erano bambine da tener tranquille, raffiche di domande cui rispondere e via dicendo. Non proprio un viaggio rilassante diciamo. Il giorno in cui Marta è venuta con noi poi è stato il delirio perché ha un'autonomia di mezz'ora nei viaggi in auto. Dopodiché inizia ad urlare e smette solo una volta arrivati a destinazione. Una goduria per le orecchie, già provate dagli sbalzi di pressione.
Il primo giorno, ovviamente, non sono stata in grado di fare tutto per bene.
Una volta parcheggiato sotto alle piste mi rendo conto di avere scordato a casa gli scarponi da sci delle bambine. Il papà ha tentato di fulminarmi con uno sguardo, ma si è accorto che lo stavo già incenerendo io e quindi ha pensato bene di stare zitto e di sborsare senza fiatare altri 30 franchi per noleggiare gli scarponi in loco.
In questi frangenti, poi, siano sempre lodate le mitiche borse blu IKEA. Dentro sono riuscita ad infilarci caschi, occhiali, guanti, sciarpe, cuffie, scarponi delle bambine (dal secondo giorno in avanti), sci delle bambine e bastoni. Nello zaino il pranzo al sacco, il thermos di caffé, bevande per tutti, soldi e documenti. A parte borsa con i miei scarponi e i miei sci con bastoni.
Ve la immaginate la scena? Dover portare il tutto e nel contempo trascinare le bambine lungo il parcheggio completamente ghiacciato cercando di non farle cadere, raggiungere il tappeto mobile, trascinarci sopra tutto quanto, bimbe comprese, mantenendo sempre un fantastico sorriso stampato in faccia, per la serie "che giornata meravigliosa! Siamo sulle piste da sci! Che bello!", arrivare in cima e sentire partire la lagna: mi scappa la pipìiiiiii!
Ecco. Uno può cominciare la giornata sciistica alle 10.30 del mattino ed essere già esaurito? Sì. Se sei una mamma assolutamente sì.
Portare due bambine a fare pipì sulle piste da sci è una delle cose più divertenti che esistano. Prima di tutto devi levare strati e strati di cose il più in fretta possibile perché se non ti spicci la bimba in questione se la fa addosso, e il cambio abiti, lo ricordo, l'ho lasciato in auto, almeno quello. Ti ritrovi a far fare pipì alla prole tenendo con i denti cuffie, guanti, sciarpe e in mezzo alle ginocchia giacche e occhiali da sole. Ovviamente poi rivestirsi è un gioco altrettanto divertente, tralascio i dettagli.
Quando finalmente si riesce a tornare all'esterno e ad iniziare a prepararsi per sciare attaccano le lagne. Una ha una crisi isterica perché la canottiera è uscita dalle mutande e voi potete immaginare quanto sia semplice risistemarla considerato che essa si ritrova sotto a sciarpa, giacca, maglioncino di pile, maglia di cotone, pantaloni da sci con bretelle e ghette, un gioco da ragazzi. L'altra ha le ghette che hanno fatto una grinzina dentro allo scarpone e si lamenta. Poi con una destrezza ginnica che non pensavi più di avere riesci ad incastrare gli scarponi negli sci e loro sono miracolosamente pronte.
Ah no! I caschi!
E qui mi tira i capelli, e qua mi strozza sotto il mento. e mi si è staccata la molletta, e mi si è sciolta la coda di cavallo. Tira, allarga, sposta. E gli occhiali sono appannati.
Alla fine anche le mamme sbottano eh!
Quindi vi prego, se sulle piste vedrete una mamma che ha una crisi di nervi e sta per lanciare le due figlie giù per la pista nera, abbiate un po' di compresione e non giudicatela troppo duramente.
Manca ancora un po' di tempo alla lezione di sci, perché non tentare di insegnare i primi rudimenti alle bambine? In fondo sono stata una brava sciatrice.
Pessima idea.
Lo sapete vero che se un bambino cade con voi frigna come un pazzo mentre se questa cosa succede col maestro non fanno una piega? Che rabbia.
Insomma, insegnare a tenere gli sci "come una fetta di pizza" sembra facile ma non lo è. Ti massacri tenendole a turno in mezzo alle gambe ma loro si lasciando andare come sacchi di patate e li devi tener su di peso spaccandoti la schiena. Provi a tenerli a lato ma partono come delle saette spianandosi poi pochi metri più a valle. Insomma, meno male che manca poco alla lezione.
Poi succede che magicamente trovi i due maestri prenotati, affidi loro la prole con tutta la calma e dolcezza di questo mondo, che si sa, non devono avvertire la tua ansia e finalmente tiri un sospiro di sollievo e speri che l'ora successiva duri tanto tanto tanto.
Ecco, voi pensate di fare questo per quattro giorni consecutivi.
Sì, esatto, da pazzi.
Ma vedere l'entusiasmo e la gioia delle bambine che stavano finalmente imparando a sciare non ha prezzo. E vale sicuramente tutta la fatica fatta.
Oh, comunque io vi ho avvisate eh. Adesso sono cavoli vostri.
27 febbraio 2012
Passione neve
Ero una brava sciatrice una volta. A dire il vero ero una brava sportiva. Lo so, non si direbbe. Sono una pigrona fuori forma. Eppure giuro, mi riuscivano bene tutti gli sport e sciavo davvero bene.
Poi si sa, arrivano le gravidanze, i neonati da gestire e si mette tutto da parte per un po'. E quel po' alla fine sono diventati quasi 10 anni.
Quest'anno però mi sono decisa. Ho noleggiato l'attrezzatura per le bambine e le ho portate a sciare. Si sono divertite come delle matte, soprattutto Alice, che nonostante sia poco dotata per l'attività fisica in generale, si è subito trovata a suo agio sugli sci e in quattro giorni ha imparato a fare bene lo spazzaneve, a curvare, frenare, prendere il piattello da sola e insomma... era felicissima e fierissima.
È finita che complici i saldi finalissimi di stagione, io e mio marito ci siamo comprati tutta l'attrezzatura nuova. Lui persino la tuta. Uno spesone, ma per un bel po' di anni saremo a posto.
Poi si sa, arrivano le gravidanze, i neonati da gestire e si mette tutto da parte per un po'. E quel po' alla fine sono diventati quasi 10 anni.
Quest'anno però mi sono decisa. Ho noleggiato l'attrezzatura per le bambine e le ho portate a sciare. Si sono divertite come delle matte, soprattutto Alice, che nonostante sia poco dotata per l'attività fisica in generale, si è subito trovata a suo agio sugli sci e in quattro giorni ha imparato a fare bene lo spazzaneve, a curvare, frenare, prendere il piattello da sola e insomma... era felicissima e fierissima.
È finita che complici i saldi finalissimi di stagione, io e mio marito ci siamo comprati tutta l'attrezzatura nuova. Lui persino la tuta. Uno spesone, ma per un bel po' di anni saremo a posto.
17 febbraio 2012
Carnevale!
Mai stata un'amante del carnevale. Prima passava meglio era.
Non ho mai amato travestirmi né truccarmi, mai amato la musica sparata nelle orecchie e l'allegra sguaiatezza di chi fa carnevale sul serio.
Ma da quando ci sono "loro" tutto è cambiato. Dapprima si fa uno sforzo, ma poi ti lasci contagiare. E Alice è una che il carnevale lo sente davvero. Si diverte proprio, se lo gode fino in fondo.
Chiara forse per ora somiglia un po' a me, ma nulla è ancora perduto per lei.
Non ho mai amato travestirmi né truccarmi, mai amato la musica sparata nelle orecchie e l'allegra sguaiatezza di chi fa carnevale sul serio.
Ma da quando ci sono "loro" tutto è cambiato. Dapprima si fa uno sforzo, ma poi ti lasci contagiare. E Alice è una che il carnevale lo sente davvero. Si diverte proprio, se lo gode fino in fondo.
Chiara forse per ora somiglia un po' a me, ma nulla è ancora perduto per lei.
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| Alice medusina |
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| Chiara pappagallina |
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| Marta apina lappone |
14 febbraio 2012
S. Valentino Day
Non sono un'amante di questa festa, di piccoli pensieri per dire "ti voglio bene" ce ne facciamo spesso, durante tutto l'anno. Trovo sia un po' svilente dover ricordare alla gente, tramite questo giorno, di dimostrare il proprio affetto verso la persona cara tramite piccoli pensieri.
Oggi ho semplicemente sfruttato una ricetta consigliata sul forum che frequento e uno yogurt che si avvicinava alla scadenza. Poco romantico? Va beh, di meglio non so fare. I fiori li abbiamo presi in settimana invece. Amiamo avere sempre fiori freschi in casa.
Plum Cake allo yogurt
1 vasetto di yogurt alla vaniglia (io ne ho usato uno alla fragola)
3 uova
2 vasetti di zucchero
3 vasetti di farina
1 vasetto di olio
1 pizzico di sale
1 bustina di lievito
(usare il vasetto dello yogurt come dosatore)
Conoscevo questa ricetta ma non l'avevo mai scritta. Grazie Roberta per avermela ricordata!
Oggi ho semplicemente sfruttato una ricetta consigliata sul forum che frequento e uno yogurt che si avvicinava alla scadenza. Poco romantico? Va beh, di meglio non so fare. I fiori li abbiamo presi in settimana invece. Amiamo avere sempre fiori freschi in casa.
Plum Cake allo yogurt
1 vasetto di yogurt alla vaniglia (io ne ho usato uno alla fragola)
3 uova
2 vasetti di zucchero
3 vasetti di farina
1 vasetto di olio
1 pizzico di sale
1 bustina di lievito
(usare il vasetto dello yogurt come dosatore)
Sbattere le uova con lo zucchero ed unire gli altri ingredienti.
Infornare a 180 gradi per circa 30 minuti.Conoscevo questa ricetta ma non l'avevo mai scritta. Grazie Roberta per avermela ricordata!
11 febbraio 2012
10 febbraio 2012
Siamo sopravvissuti
Dopo essere sopravvissuti al terremoto, ora possiamo dire di essere passati indenni anche attraverso i febbroni dell'influenza.
Io e la piccolina di casa abbiamo provato l'ebrezza dei 40°C di febbre e ritorno.
Intanto la vita prosegue.
Abbiamo sfruttato gli indumenti da sci pur senza essere andati in montagna, ci scoliamo litri di sciroppi di lumache, vaporizziamo litri di acqua nella vana speranza di umidificare un po' l'aria in casa, cose così insomma.
Nel frattempo mi lascio sedurre da commenti entusiasti sulle creme da viso alla bava di lumaca (vi saprò dire) e mi sono lasciata tentare per la prima volta dal sushi (ed è stato amore al primo assaggio).
Forumeggio come al solito e nel frattempo medito su come organizzare la festa di compleanno di Alice (a maggio). Sfrutto Pinterest per tenere traccia delle varie idee pescate in rete e controllo quasi ogni giorno i rumours circa l'uscita dell'ipad3.
Insomma, niente di speciale.
Adesso ho tanta voglia di primavera...
Io e la piccolina di casa abbiamo provato l'ebrezza dei 40°C di febbre e ritorno.
Intanto la vita prosegue.
Abbiamo sfruttato gli indumenti da sci pur senza essere andati in montagna, ci scoliamo litri di sciroppi di lumache, vaporizziamo litri di acqua nella vana speranza di umidificare un po' l'aria in casa, cose così insomma.
Nel frattempo mi lascio sedurre da commenti entusiasti sulle creme da viso alla bava di lumaca (vi saprò dire) e mi sono lasciata tentare per la prima volta dal sushi (ed è stato amore al primo assaggio).
Forumeggio come al solito e nel frattempo medito su come organizzare la festa di compleanno di Alice (a maggio). Sfrutto Pinterest per tenere traccia delle varie idee pescate in rete e controllo quasi ogni giorno i rumours circa l'uscita dell'ipad3.
Insomma, niente di speciale.
Adesso ho tanta voglia di primavera...
21 gennaio 2012
Il mondo dei tablet (e riflessioni personali riguardo iOS e android)
Ho vissuto il mio ingresso nel mondo degli smartphone in modo razionale e ponderato. Niente slanci verso modelli belli o "fighi" perché più diffusi. Ci ho pensato su parecchio perché avevo delle esigenze e dei desideri che non volevo venissero delusi.
Tutti ad insistere perché prendessi un iphone e invece ho optato per un HTC Desire Z e non me ne sono mai pentita. Volvevo uno smarphone che mi si plasmasse addosso come una seconda pelle. Che fosse un prolungamento razionale di me stessa. Doveva fare quello che volevo io, doveva presentarsi come piaceva a me e soprattutto doveva avere una tastiera fisica QWERTY perché detesto scrivere con il touch screen.
Ho amato Android dal primo istante. Le possibilità che offre sono infinite. E l'integrazione con HTC Sense è fantastica. La tastiera fisica a scomparsa perfetta per le mie esigenze. L'integrazione nativa con Google (uso Gmail e Google Calendar e Google Reader da sempre) geniale.
Recentemente sto iniziando a subire il fascino dei tablet.
Essendo così entusiasta del mio smarphone Android ho subito rivolto il mio interesse verso il bellissimo Samsung Galaxy Tab 10.1
Stupendo, strepitoso.
Pensavo fosse la scelta perfetta per me. E probabilmente lo sarebbe.
So già che mi sentirei assolutamente costretta e limitata nell'ambiente rigido di apple.
Tutti gli ipad sono identici. Cambi lo sfondo. Cambi le applicazioni installate. Ma di base sono tutti uguali. Ne "sfogli" uno e sai che gli altri milioni esistenti saranno identici sputati.
I tablet android sono tutto un altro pianeta.
Hanno i widget prima di tutto. E io amo i widget. Li adoro letteralmente.
E poi ci sono tutti i vari Launcher.
Che sarebbero i sistema con cui il tablet gestisce e ti mostra il tutto.
Ce ne sono di bellissimi, come SPB Shell 3D o LauncherPro (che riprende la Sense di HTC).
Senza contare la compatibilità estrema con tutto ciò che serve. Attacchi al pc e importi senza problemi ciò che serve. Attacchi una pennetta USB tramite un semplice adattatore e la sfogli come tramite computer. Le applicazioni le puoi scaricare dove vuoi, spostarle e installarle a piacere.
Nell'ambiente iphone/ipad tutto questo non è possibile.
Sei obbligato ad installarti iTunes e ad interfacciarti solo da lì. La maggior parte delle applicazioni basilari che comunque uno deve per forza installare sono sempre a pagamento, mentre nell'ambiente Android non esiste un'applicazione basilare che bisogna pagare.
Senza contare che iTunes è una bella magagna.
Voglio starne alla larga il più possibile e mai entrerà nel mio pc. Rientro purtroppo nelle fila di quei poveri utenti disperati che si trovarono sul punto di formattare il pc perché esso continuava a rifiutarsi di accedere ad internet nonostante non ci fosse il benché minimo problema. Tutti costretti a riavviare e magicamente il problema scompariva. Per poi ripresentarsi entro breve. Si scoprì essere un problema legato al servizio "bonjour" che si autoinstalla insieme ai prodotti apple (quick time compreso, difatti nemmeno quello rimetterà mai piede nel mio pc) e che talvolta genera problemi. Per chi ne volesse sapere di più potete leggere qui (soprattutto il commento #15).
Insomma, la scelta sembrerebbe obbligata.
E invece navigo e navigo. E incontro sempre più spesso interessantissime applicazioni di stampo educativo (mi interessano soprattutto queste) e vedo che quasi sempre esistono solo per ipad. Delusione grandissima.
E alla fine mi sono piegata.
Se la maggior parte delle applicazioni che mi piacciono esistono solo per ipad, mi toccherà prendere l'ipad. Dovrò digerire tutta la rigidità del sistema e ... lasciarmi sorprendere.
Vi saprò dire.
E intanto ho ancora tempo per cambiare idea.
Dato che i rumors dicono che l'iPad3 uscirà presumibilmente a marzo ho deciso di attendere la sua uscita e nel frattempo schiarirmi ancora maggiormente le idee.
E se avete qualcosa da dire fatevi sotto! Mi interessano le vostre idee!
Tutti ad insistere perché prendessi un iphone e invece ho optato per un HTC Desire Z e non me ne sono mai pentita. Volvevo uno smarphone che mi si plasmasse addosso come una seconda pelle. Che fosse un prolungamento razionale di me stessa. Doveva fare quello che volevo io, doveva presentarsi come piaceva a me e soprattutto doveva avere una tastiera fisica QWERTY perché detesto scrivere con il touch screen.
Ho amato Android dal primo istante. Le possibilità che offre sono infinite. E l'integrazione con HTC Sense è fantastica. La tastiera fisica a scomparsa perfetta per le mie esigenze. L'integrazione nativa con Google (uso Gmail e Google Calendar e Google Reader da sempre) geniale.
Recentemente sto iniziando a subire il fascino dei tablet.
Essendo così entusiasta del mio smarphone Android ho subito rivolto il mio interesse verso il bellissimo Samsung Galaxy Tab 10.1
Stupendo, strepitoso.
Pensavo fosse la scelta perfetta per me. E probabilmente lo sarebbe.
So già che mi sentirei assolutamente costretta e limitata nell'ambiente rigido di apple.
Tutti gli ipad sono identici. Cambi lo sfondo. Cambi le applicazioni installate. Ma di base sono tutti uguali. Ne "sfogli" uno e sai che gli altri milioni esistenti saranno identici sputati.
I tablet android sono tutto un altro pianeta.
Hanno i widget prima di tutto. E io amo i widget. Li adoro letteralmente.
E poi ci sono tutti i vari Launcher.
Che sarebbero i sistema con cui il tablet gestisce e ti mostra il tutto.
Ce ne sono di bellissimi, come SPB Shell 3D o LauncherPro (che riprende la Sense di HTC).
Senza contare la compatibilità estrema con tutto ciò che serve. Attacchi al pc e importi senza problemi ciò che serve. Attacchi una pennetta USB tramite un semplice adattatore e la sfogli come tramite computer. Le applicazioni le puoi scaricare dove vuoi, spostarle e installarle a piacere.
Nell'ambiente iphone/ipad tutto questo non è possibile.
Sei obbligato ad installarti iTunes e ad interfacciarti solo da lì. La maggior parte delle applicazioni basilari che comunque uno deve per forza installare sono sempre a pagamento, mentre nell'ambiente Android non esiste un'applicazione basilare che bisogna pagare.
Senza contare che iTunes è una bella magagna.
Voglio starne alla larga il più possibile e mai entrerà nel mio pc. Rientro purtroppo nelle fila di quei poveri utenti disperati che si trovarono sul punto di formattare il pc perché esso continuava a rifiutarsi di accedere ad internet nonostante non ci fosse il benché minimo problema. Tutti costretti a riavviare e magicamente il problema scompariva. Per poi ripresentarsi entro breve. Si scoprì essere un problema legato al servizio "bonjour" che si autoinstalla insieme ai prodotti apple (quick time compreso, difatti nemmeno quello rimetterà mai piede nel mio pc) e che talvolta genera problemi. Per chi ne volesse sapere di più potete leggere qui (soprattutto il commento #15).
Insomma, la scelta sembrerebbe obbligata.
E invece navigo e navigo. E incontro sempre più spesso interessantissime applicazioni di stampo educativo (mi interessano soprattutto queste) e vedo che quasi sempre esistono solo per ipad. Delusione grandissima.
E alla fine mi sono piegata.
Se la maggior parte delle applicazioni che mi piacciono esistono solo per ipad, mi toccherà prendere l'ipad. Dovrò digerire tutta la rigidità del sistema e ... lasciarmi sorprendere.
Vi saprò dire.
E intanto ho ancora tempo per cambiare idea.
Dato che i rumors dicono che l'iPad3 uscirà presumibilmente a marzo ho deciso di attendere la sua uscita e nel frattempo schiarirmi ancora maggiormente le idee.
E se avete qualcosa da dire fatevi sotto! Mi interessano le vostre idee!
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